CARILLON

Ginevra, ore 12 …di qualche anno fa.

Nella piazza alta della città vecchia si radunano persone.

Attendono di ascoltare il Carillon della Cattedrale di Saint Pierre.

Tra di loro ci sono anch’io, seduta su una panchina a lato della piazza.

Ho terminato da poco la mia lezione di Organo e improvvisazione al “Conservatoire Supérieur de Musique de Genève” e l’appuntamento con il Carillon di Saint Pierre è una tradizione alla quale non si può mancare.

Con il naso in su, fissiamo il campanile, in attesa di quella suggestiva melodia eseguita dalle campane della Cattedrale.

Ecco le prime note. Vibrano nell’aria.

Melodie popolari rielaborate, classiche e moderne, di autori importanti animano la città vecchia e si snodano per le vie del centro, tra le botteghe, i negozi di antiquari, i piccoli ristoranti con i tavoli all’aperto.

È proprio quel risuonare, tra le antiche pietre ed il profumo di legno e cera d’api dei vecchi mobili in vetrina, che ci racconta una storia lontana ed importante, risalente al Medioevo.

Fu allora che nei campanili e sulle torri civiche vennero montate le campane.

Siamo abituati a pensare ai Carillon come a quelle piccole e meravigliose scatole sonore perfettamente decorate, con oggetti, meccanismi, statuine che si muovono appena ne apriamo il coperchio.

In realtà con il termine francese “Carillon” s’intende un sistema di campane suonate dall’esecutore, detto Carillonneur, tramite una tastiera e una pedaliera, collegate alle campane con una serie di leve e tiranti.

Le campane sono intonate secondo la scala musicale ed è possibile eseguire brani di diversa tipologia, sempre scritti su due righi musicali, uno per la tastiera, che legge in chiave di Violino e l’altro per la Pedaliera, che legge in chiave di Basso. L’esecutore suona linee melodiche e accordi proprio come in un vero e proprio strumento a tastiera.

La tastiera è disposta proprio come quella del pianoforte ma con tasti più grandi e distanziati.

Un grande sviluppo dei Carillon si ebbe nel 1400 circa, quando si diffusero nel Nord Europa, in particolare in Belgio e in Olanda.

Non a caso i Carillon più interessanti sono quelli di Malines, Bruges e Douai.

Ma andiamo a scoprire le origini e l’evoluzione del Carillon in questo interessante video a cura del “Techniek Museum Speelkok” di Utrech.

Ancora oggi, in varie parti del mondo, vengono costruiti nuovi Carillon, come quello della foto, che si trova in Olanda.

Netherlands – carillon moderno

Un altro famoso Carillon è quello della “Rochefeller Memorial Chapel” presso la CHICAGO UNIVERSITY dove è Carillonneur Joey Brink, giovane e promettente musicista.

https://rockefeller.uchicago.edu

Ascoltiamolo in questo famoso brano di Erik Satie: Gnossienne N°1.

La melodia eseguita nel video invece è una vera sorpresa… come l’esplorazione guidata all’interno del Carillon della “Rochefeller Memorial Chapel”.

Concludo questo curioso viaggio, con uno strumento straordinario: l’Organo della “Victoria Hall” a Ginevra, che ho avuto l’onore e il piacere di suonare.

L’Organista titolare, Diego Innocenzi, vi condurrà nella “pancia dello strumento”, alla scoperta di meccanismi, canne, collegamenti e mirabili suoni.

https://www.letemps.ch/video/culture/visite-coeur-lorgue-victoria-hall

L’Organo: il Re degli strumenti, la delicatezza e la potenza del suono.

La vibrazione che inonda e circonda l’esecutore, direttore di un’orchestra dalle mille tinte sonore.

Questa è un’altra storia da raccontare…

D. Buxtehude: Ciaccona dal Preludio in Do magg. BuxWV137 –
Organista: M° Patrizia Laurenti all’organo “Inzoli-Bonizzi” 2000, Rocca Massima (LT).
Per ascoltare clicca play nella barra grigia.

Ancora una volta progettazione, calcolo, manualità e fantasia musicale:

L’ ingegno del suono.

Patrizia Laurenti (fraubach)

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