Pillole d’Arte

L’incomunicabilità agita

Il fare, l’agire spesso aiuta a dire quelle parole che fanno fatica ad uscire… 

Maestre, in questo sono le arti visuali, le opere d’arte. 

Di tutti i tempi. 

“La pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo” diceva Leonardo nel suo Trattato della pittura, “perché il suo fine è subietto della virtù visiva, e non passa per l’orecchio al senso comune col medesimo modo che vi passa per il vedere. Adunque questa non ha bisogno d’interpreti di diverse lingue, come hanno le lettere, e subito ha satisfatto all’umana specie, non altrimenti che si facciano le cose prodotte dalla natura”.

Esprimersi e comunicare è il terreno proprio degli artisti…

Come non sentire quell’urlo terrificante che emana dall’opera di Munch?

E come non sentirci vivi e curiosi di scoprire cosa c’è dietro quel foro praticato nella plastica o nel legno dal nostro Burri?

L’ informale

E poi, la ferita del contatto…sanguina!

Burri ci mostra le sue ferite, le sue combustioni, che apre nella materia come faceva nel suo primo lavoro (era un medico).

Studia, scompone organismi stavolta in plastica, legno o argilla, distoglie lo sguardo dal mondo esterno pur cercandolo nei suoi cretti, nei suoi buchi e fuochi e poi ancora nella terra, piegata alle trame di terremoti interiori, come nel  Grande cretto

Il linguaggio tipico dell’Informale si può leggere attraverso il video sperimentale qui realizzato, dove il simbolismo vitale del colore rosso è preponderante.

Dove la mano apre la ferita non c’è dolore, ma un paesaggio nuovo;  è l’abitare il colore completamente, in tutte le sue tonalità, il rinascere dalle ceneri e ritrovarsi.

L’ espressionismo

Con Munch entriamo nell’Espressionismo, pur se nella sua forma iniziale e ovviamente specifica. L’opera è pervasa da un’onda energetica tormentata sin nel paesaggio, come un sasso che genera cerchi nell’acqua, così il grido invade tutto. La figura umana si chiude al frastuono e si isola completamente, a distanza dai suoi amici, presenti ma lontani. 

La paura, l’isolamento, l’angoscia, temi molto attuali su cui ho riflettuto attraverso questo altro video.

Come non sentirci violati dalle notizie assordanti e spaventose che giungono a noi dai media? E la pandemia globale?…

Il nostro tempo incomunicabile nel profondo, irreale ancora per certi versi, ci costringe a guardarci, a riflettere tra le pareti di casa, che si è soli… e là ci raggiunge l’urlo, sempre più forte. Il protagonista del “grido” siamo noi, ogni volta che ci sentiamo separati, come in questo momento storico…

Per informazioni sull’autrice dell’articolo

https://v4.simplesite.com/#/pages/442199464?editmode=true#anchor442199464

https://www.youtube.com/channel/UCjn8cZ7aRK_bjCqgNUuFhNw

2 pensieri riguardo “Pillole d’Arte

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